giovedì 12 giugno 2014

Belgio: la cura dimagrante della flotta F-16

Foto F-16.net
In attesa di una decisione sull'F-35, prosegue il piano di riorganizzazione delle Forze Armate belghe annunciato nel 2003 da Bruxelles: ridotta di 12 unità la flotta degli F-16A/B Fighting Falcon ed aggiornati i 48 caccia dello stesso tipo rimasti operativi. Gli aerei andati in pensione verranno cannibalizzati ed utilizzati come scorta per i pezzi di ricambio; quelli aggiornati saranno trasformati in caccia bombardieri e vedranno la loro vita operativa prolungata di almeno due decenni. Per i caccia americani delle Forze aeree belghe (BAF) l’ultimo upgrade risaliva al 1998-1999, con l’aggiornamento dei velivoli allo standard MLU (Mid Life Update); recentemente i piloti erano stati inoltre dotati di un casco di puntamento JHMCS (Joint Helmet-Mounted Cueinge con radar  System) per il combattimento ravvicinato aria-aria.


Quest’ultimo aggiornamento riguarda invece l’installazione di un nuovo sistema di controllo del tiro, modifica che permette l’utilizzo di una più ampia gamma di missili e bombe intelligenti, e l’upgrade dei sistemi di comunicazione e di sicurezza (IFF). A livello internazionale il Belgio è stato, insieme a Danimarca, Olanda e Norvegia, uno dei primi quattro Paesi ad adottare l'F-16, 160 velivoli acquistati nell’ambito del programma EPAF (European Participation Air Forces) tra il 1978, e il 1991. Assemblati su licenza USA dalla Société Anonyme Belge de Constructions Aéronautiques (SABCA) ed equipaggiati con motori F-100 prodott dalla società belga Fabrique Nazionale, ora Techspace Aero, i caccia sono stati progressivamente aggiornati e, dal 2003, messi fuori uso o venduti, come nel caso dei 14 F-16 venduti alla Giordania, fino ad arrivare ai 48 che formano l’attuale flotta.