mercoledì 18 giugno 2014

Iraq: Washington prepara opzione militare

USS George H.W. Bush (CVN 77)
In attesa dell'ordine d'attacco del Presidente Obama, il Pentagono prepara le forze che dovranno fermare l'avanzata su Baghdad  dei militanti dello Stato Islamico dell'Iraq e Grande Siria, riposizionando nel Golfo Persico parte delle unità navali impegnate nella crisi ucraina. L'annuncio, dato lunedì scorso via Facebook dal Comandante del Carrier Strike Group Two (CSG2), Controammiraglio DeWolfe H. Miller III, precisa che il convoglio, composto dalla portaerei USS George H.W. Bush (CVN 77), dall'incrociatore lanciamissili USS Philippine Sea (CG 58) e dal cacciatorpediniere USS Truxtun (DDG 103), ha lasciato il Mediterraneo orientale per raggiungere, dopo 30 ore di navigazione, il Mare Arabico. A largo del Golfo di Oman c'erano ad attenderlo i cacciatorpedinieri lanciamissili USS Arleigh Burke (DDG 51) e USS Okane (DDG 77). 

Il CSG2 imbarca il Carrier Air Wing 8, componente aerea composta da: quattro Gruppi caccia (VFA-15 "Valions", VFA-31 "Tomcatter", VFA-87 "Golden Warrior" e VFA-213 "Fighting Black Lions") equipaggiati con i McDonnell Douglas F/A-18 Hornet e F/A-18 Super Hornet; un Gruppo di sorveglianza aerea (124° "Bear Ace" Airborne Early Warning Squadron) equipaggiato con i Northrop Grumman E-2C Hawkeye; un Gruppo di guerra elettronica (134° "Garuda" Electronic Attack Squadron) equipaggiato con i Grumman EA-6B Prowler e due reparti operativo da combattimento (9° "Trident" Sea Combat Squadron e 70° "Spartan" Maritime Strike Squadron) equipaggiati con elicotteri MH-60S Knighthawk ed MH-60R Seahawk. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è convinto che la forte presenza navale nel Golfo Persico ha una doppia valenza: deterrente contro l'avanzata dell'estremismo islamico in Iraq e funzione di conferire al Presidente Obama una maggiore flessibilità nella scelta dell'opzione militare da adottare.