venerdì 6 giugno 2014

Kiev ferma export armamenti verso la Russia

Antonov Company 
"L'Ucraina ha definitivamente interrotto la consegna dei prodotti industriali destinati alle aziende russe che operano nel settore Difesa"; a dirlo è il vice ministro russo, Yuri Borisov, che, in relazione ai provvedimenti adottati da Kiev, ha inoltre ricordato le grandi quantità di materiale attualmente stoccato nei piazzali delle dogane ucraine, componenti e parti di ricambio destinati alla produzione di sistemi d'arma che Mosca ha già pagato e che il governo del premier Arsenij Jacenjuk ha deciso di non consegnare. In effetti, circa la possibilità di un blocco totale dell'export verso la Russia si è espresso anche uno dei principali collaboratori del neo eletto presidente ucraino Petro Poroshenko, il magnate georgiano Kahka Bedukidze.

Sulle pagine di Ukrainska Pravda,  Bedukidze ha definito questo tipo di sanzione come l'unica decisione possibile, una scelta che stravolgerà il settore russo della Difesa e che, se adottata da tutti i Paesi, isolerebbe le aziende militari russe dalla rete internazionale di approvvigionamento. Un danno incalcolabile che indebolirebbe la Russia e costringerebbe il Cremlino ad investire miliardari, con un ritardo di anni prima che si possa tornare a parlare di un tessuto industriale russo capace di esercitare il ruolo fino ad ora svolto dalle aziende ucraine. Secondo quanto riferito dal sito d'informazione russo RBK, Mosca avrebbe però in cantiere una soluzione alternativa che il ministero dell'Industria e del Commercio  presenterà entro il 10 giugno. Il piano, che dovrebbe avere una durata triennale, punta alla creazione di una rete domestica di aziende high-tech capaci di sostenere il sistema di produzione militare nazionale. In Ucraina le società che lavorano nel settore della Difesa rappresentano il 35% dell'intero comparto industriale. Mosca, che per Kiev rappresenta più del 50% degli ordini, importa invece meno del 5% dei prodotti militari, gran parte dei quali definiti comunque come componenti chiave per la realizzazione di molti sistemi missilistici. L'Ucraina, inoltre, produce il 60% delle parti meccaniche utilizzate dalla cantieristica russa - comprese le turbine costruite a Mykolayiv, sul Mar Nero - ed estrae il 20% dell'uranio naturale acquistato dall'industria nucleare russa. Oltre all'azienda aeronautica Antonov (Kiev) e al costruttore di motori Motor Sich (Zaporozhye), la crisi politico-militare russo-ucraina coinvolge anche una gran quantità di piccole e grandi imprese, circa 400, dalla PA Yuzhmash (Dnipropetrovsk), spina dorsale dello scudo nucleare russo che realizza il missile balistico intercontinentale RS-36 Veodova (SS-18 Satan), alla Elektropribor NPO, società russa che in Ucraina (Kharkiv) produce i missili  RT-2PM (SS-25 Sickle) e gli UR-100N (SS-19 Stiletto), alle aziende che realizzano i sistemi idraulici e il paracadute frenante dei Sukhoi Su-27, Su-30 ed Su-35.