mercoledì 10 dicembre 2014

Difesa antimissile THAAD e GMD per la Russia

THAAD Lockheed Martin
La Russia sta sviluppando un proprio sistema di difesa antimissile basato sui modelli statunitensi Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) e Ground-based Midcourse Defense (GMD). I due sistemi, progettati in modo da essere facilmente trasportabili, sarebbero ormai pronti per i test di lancio che dovrebbero tenersi nei prossimi mesi. La notizia, pubblicata dall'agenzia di stampa RIA Novosti, è stata data da Pavel Sozinov, ingegnere capo di Almaz-Antey, principale produttore russo di sistemi di difesa aerea. Il tentativo russo è quello di recuperare sugli USA un gap tecnologico di oltre dieci anni: il sistema GMD ha già superato 9 dei 18 test di fuoco eseguiti tra il 1999 e il 2014 e il THAAD, che ha centrato il suo primo missile Hera nel 1999, è stato rischierato alle Hawaii (2008) e sull'isola di Guam(2013) a difesa degli Stati Unti da un possibile attacco della Corea del Nord. 

Entrambe i sistemi antimissile sono basati sul concetto del "hit-and-kill", colpire e distruggere il bersaglio con una testata ad energia cinetica (KEW), evitando quindi i rischi di contaminazione dovuti all'esplosione del missile in ingresso che potrebbe essere armato con una testata atomica, chimica o biologica. Il THAAD progettato negli anni Novanta da Lockheed Martin e da un pool di appaltatori, tra cui Raytheon, Boeing, Aerojet, Rocketdyne, Honeywell, BAE Systems, Oshkosh Defense, MiltonCAT e Oliver Capital Consortium, è un sistema antimissile balistico a corta, media e intermedia gittata. Assemblato negli stabilimenti di Pike County Operations, in Alabama, raggiunge 150 km di quota ed ha un range di circa 200 km; al sistema di lancio, installato su un mezzo M1120 HEMTT LHS (Load Handling System), è associato un radar X-Band AESA (active electronically scanned array) e un sistema di comunicazione e controllo del fuoco. Sviluppato da Boeing Defense Space & Security, il sistema GMD è destinato invece alla deterrenza contro i missili balistici intercontinentali (ICBM), con il vettore che porta la KEW a colpire bersagli che viaggiano a quote anche superiori ai 250 km. (IT log defence) Foto: Lockheed Martin