venerdì 19 dicembre 2014

Mosca rafforza presenza aerea in Bielorussia

Mil Mi-8
Secondo quanto pubblicato dall'agenzia di stampa BelTA, Mosca sarebbe pronta a rafforzare la presenza aerea in Bielorussia. Il 17 dicembre scorso, l'Ambasciatore straordinario e plenipotenziario russo, Alexander Surikov, avrebbe riferito circa un piano volto a rafforzare il livello di sicurezza dello spazio aereo bielorusso. Si tratterebbe di 12 caccia intercettori, molto probabilmente Sukhoi Su-27 SM3 Flanker, e di due aerei da addestramento, di quattro elicotteri multiruolo da trasporto ed attacco Mil Mi-8 e di un numero non precisato di sistemi missilistici Almaz-Antey S-300. Durante la conferenza stampa tenuta a Minsk, il diplomatico russo ha ricordato che  la cooperazione industriale tra i due paesi coinvolge 99 aziende bielorisse e 940 società russe e che la Bielorussa realizza il 15% dei prodotti destinati al settore militare russo. Una cifra enorme se si pensa che per il 2015 il Cremlino ha destinato alla Difesa un budget pari a US$ 81 miliardi, il 17% in più rispetto ai US$ 69.3 miliardi stanziati per il 2014, e che per il 2016 la spesa prevista è di US$ 93.9 miliardi. 

Il possibile rischieramento di Su-27 russi in Bielorussia era già stato anticipato dal Comandante delle Forze aeree russe, Generale  Viktor Bondarev, che lo scorso ottobre aveva, inoltre, parlato della riapertura entro il 2016 della base aerea di Bobruisk, 150 km a sud-est di Minsk.  Secondo le informazioni diramate da Bondarev, i 12 velivoli sarebbero parte di un programma  che prevede un'assegnazione totale di 24 caccia che entro il 2015 si andrebbero ad aggiungere ai quattro Su-27 SM3 che dallo scorso dicembre 2013 stazionano presso la 61^ base aerea di Baranavichi, 160 km a sud ovest della capitale bielorussa.  Ad Hantsavichy, nella Bielorussia  meridionale, è anche presente una stazione radar NIIDAR classe Volga, sistema early warning inserito nella rete ad Difesa aerospaziale russa (IT log defence) Foto: news.mn