giovedì 19 febbraio 2015

USA: autorizzata vendita droni armati agli alleati

General Atomics MQ-9 Reaper
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato martedì scorso le nuove regole circa la vendita agli alleati di velivoli a controllo remoto (UAV) equipaggiati con sistemi d'arma offensivi "U.S. Export Policy for Military Unmanned Aerial Systems". La decisione arriva in un momento particolarmente delicato, con il Medio Oriente sull'orlo della catastrofe e l'Europa di nuovo invischiata in una crisi Est-Ovest. L'amministrazione Obama si sta muovendo in materia di formazione ed equipaggiamento dei suoi alleati, e in particolare sta cercando di fornire ai partner della NATO mezzi adeguati allo svolgimento e al controllo di operazioni regionali volte alla stabilizzazione delle crisi in atto, alle missioni umanitarie e alle operazioni antiterrorismo. Non è ancora chiaro quali saranno le varie fasi del piano, sta di fatto che comunque qualche cosa sta già cambiando sul piano delle condizioni sulla vendita o sul trasferimento di droni equipaggiati con sistemi offensivi.

Il Dipartimento di Stato ha fatto sapere che verranno comunque applicate regole estremamente rigide e che gli Stati Uniti daranno il via alla commercializzazione di questi sistemi solo dopo che le nazioni considerate partner di fiducia avranno adeguato le loro capacità operative. In pratica si parla di sensibile miglioramento dell'interoperabilità con le forze USA e di "responsabile uso" di questi sistemi, con un piani di lavoro che definisca gli standard internazionali per la vendita e il trasferimento dei droni, una serie di misure di salvaguardia contro l'uso improprio dei velivoli e il coinvolgimento di un'agenzia USA nel monitoraggio delle attività operative. A riguardo il Dipartimento di Stato ha, inoltre, precisato che qualsiasi Paese acquirente potrà impiegare i droni in configurazione armata solo nelle attività previste dal diritto internazionale, dando altresì garanzia di evitarne l'uso in operazioni di sorveglianza ritenute illegali o contro la propria popolazione. In realtà, l'apertura a questa nuova policy sarebbe già stata messa in pratica con un programma di vendita di quattro MQ-9 Reaper ai Paesi Bassi. I droni, che verrebbero forniti in configurazione da combattimento per US$ 340 milioni, sono gli stessi già in forza alla Royal Air Force (RAF), unico partner statunitense fino ad ora equipaggiato con MALE (Medium Altitude Long Endurance) UAV muniti di sistemi d'arma avanzati. I sette punti di attacco previsti dal General Atomics MQ-9 Reaper possono trasportare fino a 1.500 lb (680 kg) di armamenti: 4 missili aria-superficie AGM-114 e 2 bombe a guida laser GBU-12 Paveway II da  500 lb (230 kg) o GBU-38 Joint Direct Attack Munition (JDAM) da 500 lb (230 kg) Il velivolo supporta inoltre i missili aria-aria AIM-92 Stinger e MBDA Brimstone. (IT log defence) Foto: nationalreview.com, Twistedsifter.com (Staff Sgt. Brian Ferguson U.S. Air Force)