martedì 28 luglio 2015

Stato islamico ha perso terreno nel primo semestre 2015

IS gennaio-giugno 2015. Credit IHS
Secondo un'analisi pubblicata dal sito specializzato IHS Jane's 360, nei primi sei mesi del 2015 lo Stato islamico (IS) avrebbe perso il controllo sul 9.4% del territorio; nonostante i recenti successi conseguiti a Palmira e Ramadi, la superficie del Califfato si estenderebbe ora per circa 82.940 kmq, misura decisamente inferiore agli oltre 90 mila kmq stimati lo scorso dicembre. Significativi i cambiamenti registrati nella Siria occidentale e meridione, dove le truppe governative del presidente  Bashar al-Assad hanno perso il controllo sul 16% del territorio e dove potrebbe scatenarsi una lotta ancora più cruenta nel caso in cui il governo Alawita decidesse di ritirare le proprie forze verso la fascia costiera, al di là dei monti Jabal Ansariya. 

Alla disfatta del regime siriano seguirebbe una nuova guerra tra fazioni siriane antigovernative e Stato islamico per il controllo della regione e delle principali città, prime fra tutte Damasco, Aleppo ed Homs. All'interno della galassia sunnita, con gli insorti che nei primi sei mesi del 2015 hanno ripreso il controllo del 11,1% del territorio, particolare peso stanno avendo poi le fazioni che ideologicamente sembrano essere più vicine all'IS, gruppi particolarmente organizzati affiliati ad al-Qaeda (Jabhat al-Nusra, Jaysh al-Islam r Ahrar al-Sham) che cercano di presentarsi alla comunità internazionale come una valida alternativa possibile al regime Alawita, ma  che in realtà hanno come obiettivo la creazione di un califfato Islamico. Significativo è infine lo sforzo dell'esercito iracheno e delle forze paramilitari curde che nel primo semestre del 2015 hanno riguadagnato rispettivamente il 4,5% e il 9,8% dei territori persi dall'avvento dello Stato islamico. (IT log defence) Foto IHS Jane's 360