venerdì 25 dicembre 2015

Cina collauda sistema lancio ICBM su ferrovia


La Cina sceglie la strada ferrata come modalità di lancio per i missili balistici intercontinentali con capacità nucleare (ICBM); secondo quanto pubblicato dal quotidiano Washington Free Beacon, il 5 dicembre scorso le agenzie di intelligence statunitensi avrebbero monitorato la "partenza a freddo" di un Dongfeng-41 (DF-41), missile con gittata di oltre 12.000 km (7.500 mi) che vola ad una velocità di 8,51 km/s (Mach 25; 30.626 km/h; 19.030 mph) ed è in grado di trasportare una testata termonucleare da 1 Mt o fino a 10 testate multiple indipendenti (Multiple Independently targetable Reentry Vehicles - MIRV) di potenza variabile da 20 a 250 kt. Montato su una piattaforma TEL (Transporter Erector Launcher) installata sul vagone di un treno fermo lungo una tratta ferroviaria della Cina occidentale, il DF-41 sarebbe stato eiettato dal tubo di lancio grazie all'utilizzo di una carica esplosiva, senza quindi avviare la fase di accensione del motore. 



Gli analisti suppongono che l'esecuzione della procedura, seguita dai tecnici della China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), sarebbe stata decisa per valutare il sistema di lancio di un ICBM da vagone ferroviario; il test completo di un  DF-41 armato con testata dummy sarebbe stato invece effettuato il giorno precedente con l'utilizzo di una piattaforma mobile su ruote. In Cina lo studio di sistemi di lancio su rotaia risale ad alcuni anni fa; una serie di test era stata eseguita nel centro missilistico Wuzhai, noto anche come centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia di Shanxi. Ora, Pechino starebbe espandendo l'attuale rete ferroviaria dedicata ad esigenze militari, 2.000 km di binari e gallerie costruiti per soddisfare i requisiti tecnici imposti dalle dimensioni e dal peso dei missili balistici intercontinentali. (IT log defence) Foto: Washington Free Beacon