mercoledì 17 agosto 2016

Marocco contende il ruolo di potenza regionale all'Algeria

Sottomarino classe Amur-1650
Il Marocco valuta l'acquisizione di nuovi armamenti russi, dai bombardieri tattici Sukhoi Su-34 Fullback ai sottomarini diesel-elettrici classe Amur-1650, versione export dei sottomarini Progetto 677 classe Lada realizzata dai cantieri dell'Ammiragliato di San Pietroburgo. La notizia, diramata la settimana scorsa dall'agenzia di stampa TASS, precisa che grazie a questa scelta Rabat potrebbe aumentare in modo sensibile le sue capacità offensive, dotandosi di un'unità navale di nuova generazione, equipaggiata sistema di lancio verticale per missili da crociera 3M-54 Klub, versione per l'estero del missile anti-nave Kalibr, e di un cacciabombardiere pesante a medio raggio capace di svolgere missioni di interdizione aerea e di attacco al suolo contro obiettivi terrestri e navali. Secondo alcuni specialisti, il Marocco non acquisterebbe però questo tipo di armamenti al solo scopo di combattere il terrorismo: gli esperti presumono, infatti, che la corsa al riarmo sia soprattutto dovuta al confronto con la vicina Algeria.

Algeri si sta, infatti, dotando di una discreta forza aerea e navale. La prima con l'arrivo di 12 Su-34 che si andranno presto ad aggiungere ai vecchi Mig-25 Foxbat (13) e MiG-29 Fulcrim (32), agli Su-24 Fencer (23) e ai più recenti Su-30MKA Flanker-C (44 in servizio e 14 in ordine); la seconda con due sottomarini classe Kilo Project 636 che nel 2018 si andranno ad affiancare ai 4 già in servizio, due commissionati alla fine degli anni ’80 e poi rimodernati e gli altri due nel 2006 con consegne nel 2010, e con una serie di unità di superficie acquistate negli ultimi anni: tre fregate leggere cinesi classe C28A, 2 fregate tedesche classe Meko A-200N, 2 corvette Tigr (classe Steregushchy) e una nave da assalto anfibio classe Kalaat Béni Abbès (classe San Giogio) realizzata in Italia da Fincantieri.


Sukhoi Su-34
Nikolai Sukhov, ricercatore presso l'Istituto per gli Studi Africani dell'Accademia Russa delle Scienze, sostiene che oltre alla decennale questione sul Sahara occidentale entrambe i Paesi puntano a mantenere un ruolo di primaria importanza nello scacchiere del Nord Africa occidentale. Mentre l'Su-34 potrebbe rivelarsi utile nella lotta contro gli insorti del Fronte Polisario, per Rabat acquisire un sottomarino estremamente sofisticato come gli Amur-1650 diventerebbe perciò solo una questione di prestigio.

Per l'esperto navale Vladimir Shcherbakov, dotarsi di una tale forza sottomarina sarebbe però molto costoso. Sul quotidiano Izvestia, Shcherbakov ricorda l'Amur-1650 è ancora in fase di test e che per ora non è ancora entrato in servizio nella Marina Militare russa. Oltre al costo del sottomarino, vanno poi messe in conto le spese relative all'acquisizione di un simulatore on-shore, al sistema di supporto necessario alla formazione del personale, alla sofisticata struttura di assistenza tecnico-logistica e alla  scorta di armamenti, il tutto per un valore pari a svariate decine di milioni di dollari. Shcherbakov ritiene quindi che per Rabat la soluzione più logica sarebbe quella di puntare ai sottomarini diesel-elettrici classe Kilo Progetto 636.3, 2.350 tonnellate di stazza lorda per un armamento che comprende una piattaforma di lancio per missili da crociera superficie-superficie ed anti-sommergibile Kalibr-PL (Club-S) e sei tubi di lancio da 533 mm per 24 mine DM-1 e 18 siluri 53-65 ASuW o TEST 71/76 ASW o VA-111 Shkval, sistemi d'arma che grazie all'utilizzo del fenomeno della supercavitazione possono raggiungere velocità superiori a 350 km/h. (IT log defence) Foto: engineeringrussia, news.mail.ru