domenica 18 settembre 2016

USAF aggiorna armamento F-15

F-15 Strike Eagle
Il sistema d'arma della flotta USAF F-15 Eagle e Strike Eagle verrà presto aggiornato ai nuovi standard di combattimento previsti dal Pentagono. Il cacciabombardiere realizzato dall'azienda statunitense McDonnell Douglas ha ottenuto il via per un make-up da US$ 12 miliardi che prevede, tra l'altro, un considerevole aumento delle capacità di combattimento con l'update del sistema di controllo e di aggancio dei piloni sub-alari destinati al trasporto dei missili che raddoppiano così dagli attuali 8 a 16. Secondo  quanto diffuso dalla rete televisiva CNN, la decisione sarebbe stata presa in funzione della mancata consegna di parte dei 750 F-22 Raptor acquistati nel 1994 dal Pentagono per US$ 26,2 miliardi. La fornitura dei caccia Lockheed Martin/Boeing di quinta generazione si sarebbe, infatti, fermata a 561 esemplari, con l'ultimo lotta prodotto nel 2009 e con una differenza in negativo di 188 velivoli.

Con la Cina e la Russia che stanno cercando di colmare quel gap tecnologico che per decenni ha permesso alle Forze aeree statunitensi di dominare i cieli di  tutto il mondo, la mancata consegna degli F-22 sarebbe diventata quindi in preblema di non poco conto, una "grana"  che il Pentagono ha deciso di tamponare investendo sul lifting della flotta F-15. L'upgrade  riguarderà la quasi totalità dei velivoli ancora in servizio, 435 caccia per i quali sono previste una serie di interessanti modifiche: oltre ad essere armato con un maggiore numero di missili, l'F-15 verrà, infatti, equipaggiato con una nuova tecnologia radar, con sistemi informatici di missione aggiornati, con nuovi e più moderni strumenti di comunicazione, con apparati di EW e con nuove funzionalità di ricerca degli obiettivi. Per gli Eagle e gli Strike Eagle aggiornati è inoltre prevista l'estensione della vita operativa fino al 2040. (It log defence) Foto: fightersweep.com