domenica 4 dicembre 2016

India: 200 droni per stanare i separatisti del Jammu e Kashmir

ARK realizzato da IIT Kharagpur
Nuova Delhi starebbe pianificando l'acquisto di 200 mini droni per operazioni di ricognizione e sorveglianza nel più settentrionale degli stati della Repubblica dell'India, il Jammu e Kashmir, regione a maggioranza mussulmana dove movimenti indipendentisti sferrao da anni attacchi contro le basi e le postazioni dell'esercito indiano. La notizia, diramata giovedì scorso dalla rivista online Geopolmonitor, precisa che il piano di acquisizione è in programma da oltre quattro anni e che l'esercito fa pressioni affinche ne venga eseguita l'attuazione entro il prossimo 23 dicembre. 

Secondo quanto affermato da Rumel Dahiya, Generale in pensione ed ex vice direttore dell'Istituto di Studi ed Analisi per la Difesa, l'impegno scaturisce dalla necessità contrastare i movimenti dei gruppi terroristici lungo la linea di confine con il Pakistan. I mini UAV opererebbero ad una quota massima dal suolo di 1.000 metri e verrebbero gestiti direttamente dalle truppe di terra che, acquisiti i dati su eventuali infiltrazioni, attiverebbero le procedure necessarie ad impedire l'azione. Una commissione nominata dal Ministero della Difesa ha stabilito che l'attacco del 2 gennaio scorso alla base aerea di Pathankot, concluso dopo tre giorni di combattimenti e quattordici morti, un civile 7 uomini della sicurezza e sette terroristi, è stato causa dalla scarsa attenzione con la quale vengono trattati i casi di infiltrazione nel Jammu e Kashmir. In questa regione, nel solo 2016, l'esercito indiano ha perso 89 uomini e tra ottobre e novembre i separatisti hanno centrata la basi dell'esercito di Nagrota, Baramilla, Shopian, Kupware e Pampore causando la morte di 4 soldati e 16 feriti. (IT log defence) Foto: The Indian Express