martedì 7 febbraio 2017

Più letale il futuro MBT dell'India

T-72M1 Ajeya 
La Defence Research and Development Organisation (DRDO) doterà i nuovi carri armati da combattimento (MBT) dei reparti corazzati dell'esercito indiano con cannoni da 125 mm a canna liscia, munizioni guidate anticarro (ATGW) di terza generazione, munizioni penetranti anticarro ad energia cinetica, come le Armour-piercing fin-stabilized discarding-sabot (APFSDS), munizioni programmabili con esplosione in volo, missili Laser Homing Attack o Laser Homing Anti-Tan (LAHAT) prodotti dalla Israel Aerospace Industries MBT Missiles Division e mitragliatrici antiaeree. Secondo quanto pubblicato dagli organi di stampa specializzata, i nuovi MBT avranno un peso inferiore alle 50 tonnellate ed entreranno in servizio dal 2020 come mezzo da combattimento designato a sostituire la flotta di T-72M1 Ajeya (2.400). I tre componenti l'equipaggio saranno alloggiati sotto la torretta e in postazioni sospese, configurazione che ha lo scopo di migliorare la protezione dello scafo da possibili esplosioni di mine o di ordigni esplosivi improvvisati (IED). La torretta sarà controllata in remoto e il tank sarà equipaggiato con un sistema di controllo dinamico dei cingoli che permetterà la massima efficienza di trazione a terra anche in condizioni di attraversamento degli ostacoli e su fondi irregolari o particolarmente morbidi. Il progetto per la realizzazione del nuovo MBT è di fondamentale importanza per il futuro dell'esercito indiano. L'80% della flotta tank oggi in servizio non ha i requisiti necessari al combattimento notturno e circa 2.400 T-72 sono al termine della loro vita operativa.  Per ridurre i costi i primi T-90 acquisiti dalla Russia sono arrivati in India spogliati di una parte fondamentale della tecnologia di bordo; è solo dal 2015 che Mosca ha trasferito all'indiana  Heavy Vehicles Factory il know-out necessario per la costruzione di questi MBT in India, una flotta che entro il 2020 dovrebbe raggiungere le 1.640 unità, 310 T-90S e 1.330 T-90M . (IT log defence) Foto: The Diplomat