giovedì, ottobre 26, 2023

Guerra Hamas-Israele: aggiornamento 26 ottobre

In risposta ai lanci di missili dalla Striscia di Gaza, giovedì è stato registrato un attacco delle Forze navali delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ad una postazione di lancio di missili terra-aria di Hamas a Khan Yunis, sito deliberatamente ubicato nei pressi di una moschea e di un asilo; evaquata dalle IDF la comunità del kibbutz di Be'eri, teatro di scontri con i militanti palestinesi di Hamas. I missili lanciati da Gaza contro il sud e il centro di Israele hanno raggiunto le aree di Carmel ed Eilat, a più di 130 miglia dalla Stricia; mercoledì sera un edificio a Rishon Le'zion è stato colpito direttamente da un razzo partito da Gaza. Martedì, un soldato dell'IDF è stato ucciso da un missile anticarro lanciato dalla Striscia contro il kibbutz di Kissufim. Intanto, il movimento estremista islamico continua ad impedire ai civili l'evacuazione verso Rafah. 

Mercoledì, in un attacco congiunto con l’Israel Security Agency (ISA), le IDF hanno preso di mira ed eliminato il comandante del battaglione nord Khan Yunis, Taysir Mubasher. Ex comandante delle forze navali di Hamas, Mubasher aveva ricoperto diversi incarichi nella produzione di armi ed era stato ritenuto responsabile per aver ordinato numerosi attacchi contro Israele. Nell'ambito dell'operazione Spade di Ferro, le IDF preparano l'invasione con lavori di ingegneria che hanno portato all'abbattimento di alcuni tratti della recinzione che circonda la Striscia;  questo ha permesso alle unità delle Forze speciali e ai mezzi corazzati della Brigata Givati di eseguire un maggior numero di infiltrazioni. L'operazione, iniziata nella notte tra mercoledì e giovedì, ha portato all'eliminazione di decine di terroristi e alla distruzione di target paganti: completato il lavoro di rimozione degli esplosivi distribuiti da Hamas nei pressi della barriera di sicurezza, ripristinando al tempo stesso la rete di sorveglianza dell'IDF attorno alla Striscia di Gaza. 

Attaccati negli ultimi giorni centinaia di target a Gaza, inclusi centri di comando operativo, ingressi ai tunnel, depositi di armi e postazioni lanciarazzi posizionate in aree civili. Attenzionate le aree che consentiranno una maggiore flessibilità operativa, con particolare profondità sulle posizioni di Hamas presenti nei quartieri di Shuja'iyya, Shati, Jabalia, Daraj Tuffah e Zaytun. Grazie ad attacchi di precisione delle Forze aeree IDF, è stato ucciso il comandante della rete Khan Yunis Rockets del nord, Hassan Al-Abdullah, e il vice capo dell'intelligence di Hamas, Shadi Barud, responsabile della pianificazione del massacro del 7 ottobre insieme al cofondatore dell'organizzazione terroristica che controlla la Striscia, Yahya Sinwar. 

Sul fronte settentrionale, Hezbollah continua nel tentativo di distogliere l’attenzione dell’IDF su Gaza, con missili anticarro e terra-aria (SAM) lanciati contro unità e villaggi israeliani: Moshav Dovev, Avivim, Arab al-Aramshe. Giovedì un SAM è stato lanciato dal Libano contro un UAV dell'IDF ma è stato intercettato dalla Difesa aerea israeliana. In risposta, Israele continua a monitorare attentamente il confine, rispondendo rapidamente contro le minacce e contro le unità responsabili degli attacchi; in totale, nell'ultimo giorno, sono state eliminate 5 cellule Hezbollah che hanno tentato di colpire lo Stato ebraico. Mercoledì sono stati individuati due lanci provenienti dalla Siria, caduti in Israele in aree aperte. Dopo i lanci, le IDF hanno risposto con il fuoco dell'artiglieria verso la fonte dell’attacco. Inoltre, gli aerei da combattimento dell’IDF hanno colpito le infrastrutture militari dell’esercito siriano e i lanciatori di mortai.  

Nel mezzo della guerra Hamas-Israele, è scoppiata la battaglia informatica che vede come obiettivo le infrastrutture dello Stato ebraico. Sabato scorso, lo Sheba Medical Center di Tel Aviv è stato al centro di un attacco informatico; dall'inizio della guerra sono stati segnalati oltre 400 attacchi informatici contro entità e siti web legate a Israele, azioni riconducibili a vari gruppi di hacker che operano per provocare il caos online. Inizialmente, questa minaccia era concentrata su obiettivi “soft”, in particolare siti web dei media israeliani vittime di attacchi Denial of Service (DDoS), una tattica mirata a inondare Ila rete di traffico per costringere gli utenti ad andare offline. 

Le autorità israeliane hanno rivelato che, rispetto alle prime fasi del conflitto, gli attacchi, cresciti del 18%, sono ora indirizzati a siti istituzionali dell'esercito e del governo, circa 400 eventi rivendicati da 40-50 gruppi “hacktivisti” provenienti da paesi quali l'Iran e la Russia. La risposta del National Cyber Directorate israeliano ha comunque ridotto la minaccia ad un livello di "basso impatto" ed ha evitato danni sostanziali alle reti ecalle infrastrutture. I gruppi informatici affiliati ad Hamas sono stati etichettati come terroristi informatici e Israele resta determinato a contrastare ogni tipo di minaccia. (IT Log Defence) 

 Foto Times of Israel